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	<description>OPerative LAboratory + arts_architecture</description>
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		<title>Humus Park 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8216;ah, siete ad Humus Park anche quest&#8217;anno? e qual&#8217;è il vostro progetto?&#8217;. queste sono le domande più ricorrenti in questo periodo, d&#8217;altra parte il meeting di landart &#8216;Humus Park&#8217; di Pordenone è alle porte, lunedì gli artisti iniziano e sabato prossimo ore 17.00 le istituzioni in pompa magna tagliano il nastro del percorso installativo. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1866" title="hp12_1" src="http://www.oplapiu.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/hp12_1.jpg" alt="" width="950" height="341" /></p>
<p>&#8216;ah, siete ad Humus Park anche quest&#8217;anno? e qual&#8217;è il vostro progetto?&#8217;. queste sono le domande più ricorrenti in questo periodo, d&#8217;altra parte il meeting di landart <a href="http://www.humuspark.it">&#8216;Humus Park&#8217; </a>di Pordenone è alle porte, lunedì gli artisti iniziano e sabato prossimo ore 17.00 le istituzioni in pompa magna tagliano il nastro del percorso installativo. Ma alle domande di cui sopra sorrido: non c&#8217;è una periodicità annuale dell&#8217;evento e poi non c&#8217;è &#8216;mai&#8217; un progetto preventivo. Si è così, non sono solo articoli regolamentari, ma la volontà di Vincenzo e Gabriele, direttori artistici, di interpretare la land art come univoco atto di &#8216;leggera&#8217; manomissione della &#8216;sola&#8217; natura che ci circonda coniugata ad uno spirito collegiale che attraversa trasversalmente tutti gli attori, e che fa si che il primo giorno è di conoscenza reciproca tra artisti e tra artisti e natura, di scelta rispettosa degli uni e degli altri, e di progettazione in itere. Non sappiamo nulla del nostro lavoro… staremo in silenzio ad ascoltare i profumi e dalle foglie l&#8217;umidità percepita… sappiamo solo che sarà un piacevole &#8216;diffondersi nel paesaggio&#8217;… un tema tanto caro ad Opla+ (eppoi dall&#8217;humus c&#8217;è la rinascita, se ci pensi forte)</p>
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		<title>Inèdite</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 23:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrivo questo post con un po&#8217; di emozione. E il rimando è alle serate di queste ultime settimane, passate qui in rete a leggere, scrivere, condividere e lanciare mail di adesione ad un&#8217;idea, così per alimentare un progetto comune lanciato da Luca Diffuse, architetto di laurea accademica ma architetto di sponda riflessa, un progetto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1855" title="ined1" src="http://www.oplapiu.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/ined1.jpg" alt="" width="950" height="438" /></p>
<p>Scrivo questo post con un po&#8217; di emozione. E il rimando è alle serate di queste ultime settimane, passate qui in rete a leggere, scrivere, condividere e lanciare mail di adesione ad un&#8217;idea, così per alimentare un progetto comune lanciato da Luca Diffuse, architetto di laurea accademica ma architetto di sponda riflessa, un progetto che fonda il suo agire sul disagio ormai evidente a molti di una prassi tutta italiana che vede non ancora nominato (ma lo sarà tra poche ore) il direttore del padiglione italiano alla biennale architettura di venezia. Ora la passione si è fatta concreta, basta guardare il post a titolo &#8216;inèdite&#8217; su <a href="http://www.normale.net/blog/post/12/inedite-i" target="_blank">normale.net</a> ed avere la pazienza di leggere anche la tensione innovativa dei post precedenti, o la confusione di <a href="http://www.facebook.com/groups/148318308629308/" target="_blank">fb…</a> E&#8217; un progetto per un intervento dentro il padiglione, ormai vuoto di suo (anche se qualche bravo architetto ne curerà in fretta l&#8217;efficacia comunicativa) un non allestimento, un processo appena attivato, che vanta per questo la sua ignoranza di apparire, per poter dar seguito a dei racconti, voci trasversali, molteplici e multiformi, ma con un tono intimo e silenzioso, capace di concedere il suono delle contaminazioni. Da tutto ciò togliamo la parola architettura, così potremo più serenamente riparlarne. <strong>Inèdite</strong> assomiglia un progetto editoriale per pagine da ascoltare…</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1856" title="ined21" src="http://www.oplapiu.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/ined21.jpg" alt="" width="950" height="438" /></p>
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		<title>4D_mappingtravelexp&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 23:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OPLA+ espone lo studio di ricerca 4D_mappingtravelexperience durante la manifestazione culturale: Ma Nessuno Mai! Verso nuove tracce di contaminazione mediale a cura di Gabriele Perretta. Il tutto Venerdì 30 marzo 2012 alle ore 18.00, presso lo Spazio Natta via Natta, 18  a Como.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1847" title="4dtravelexp1" src="http://www.oplapiu.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/4dtravelexp1.jpg" alt="" width="950" height="591" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1848" title="4dtravelexp2" src="http://www.oplapiu.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/4dtravelexp2.jpg" alt="" width="950" height="591" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">OPLA+ espone lo studio di ricerca <em>4D_mappingtravelexperience</em> durante la manifestazione culturale: <strong><em>Ma Nessuno Mai! Verso nuove tracce di contaminazione mediale</em></strong> a cura di Gabriele Perretta. Il tutto Venerdì 30 marzo 2012 alle ore 18.00, presso lo Spazio Natta via Natta, 18  a Como.</span></p>
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		<title>&#8230;un po di più urbanità</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 01:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allora facciamo così, dico le cose come mi arrivano dai miei pensieri alla tastiera. Su NIBA (Network Italiano dei Blog di Architettura) leggo un riferimento a &#8216;sta storia della torre a Venezia di Cardin… Leggo un po&#8217;, bazzico da queste parti, sono un architetto, e questa cosa mi incuriosisce, non ne sapevo nulla e pare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1842" title="rivoltagardin" src="http://www.oplapiu.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/rivoltagardin.jpg" alt="" width="950" height="637" /></p>
<p>Allora facciamo così, dico le cose come mi arrivano dai miei pensieri alla tastiera. Su NIBA (Network Italiano dei Blog di Architettura) leggo un riferimento a &#8216;sta storia della torre a Venezia di Cardin… Leggo un po&#8217;, bazzico da queste parti, sono un architetto, e questa cosa mi incuriosisce, non ne sapevo nulla e pare un ultimatum e quindi c&#8217;è già un megaprogetto, le istituzioni che fremono, tutto ecosostenibile, ecc. ecc… la cosa mi irrita un po&#8217;, non un po&#8217;, un po&#8217; tanto. Boh non so perché, e che faccio? butto lì un commento ironico? no, non mi va… Cerco tra me e me di capire, perché mi stà sulle palle uno che arriva, che c&#8217;ha un sacco di soldi, e zac un sogno e un diktat o si va in Cina o da qualche altra parte, e sì, arroganza, sì anche progettuale, e già è facile no? questo grattacielo va bene qui, come in Francia come in Estremo Oriente. Ok, ma però in fin dei conti ognuno fa i cazzi suoi, e quindi riazzero i ragionamenti! Allora mi viene in mente che tempo fa allo skyline di Torino che girava in rete con la Torre S.Paolo di Renzo Piano, sorridevo e proponevo che se su Torino ci fossero state altre decine di grattacieli anche la Torre a firma archistar sarebbe rimasta priva di scalpore. Poi l&#8217;altro giorno giorno viaggiavo per le strade di New York in cerca di qualche murales, con google street si intende (viaggi a bassissimi costi) e non mi meravigliavo affatto della moltitudine di grattacieli in Manhattan, così come del taglio medio degli edifici a Coney Island. Due flash insomma, ed ecco &#8216;urbanistica&#8217; mi dico. A Marghera un palazzotto alto 240 metri non ci stà, oppure meglio, non mi pare che quell&#8217;area in un indirizzo strategico possa contenere, e non mi risulta neppure come scelta, questa vocazione. Il progettista mi chiedo con che rispetto allora si pone circa le indicazioni di piano, probabilmente nessuno. Se da un lato è possibile che i piani regolatori in Italia non concedono affatto visioni strategiche, dall&#8217;altro sono utili per essere assoggettati ai poteri forti, capaci di superare qualsiasi &#8216;normale&#8217; iter di diniego. E&#8217; presto fatto, si discute infatti, se Cardin sia o no un &#8216;mecenate&#8217; del terzo millennio (parole del presidente regionale Zaia), non dell&#8217;incapacità di governare un qualsiasi territorio. E gli architetti? e gli urbanisti? al seguito delle corti e dei cortigiani, mai attori principali, neppure giullari. E poi scusate, ci si riempie la bocca di progettazione partecipata, di coinvolgimento alle scelte, di cittadini attori e cicì e cocò, e poi? Solo &#8216;chiacchere e distintivo&#8217;, parole di facciata e poteri forti. Di tutta &#8216;sta storia ne parlava anche un articolo ieri l&#8217;altro apparso sul giornale locale ove Cardin rinnovava l&#8217;idea di un sogno e di un lascito all&#8217;Italia e poi nella pagine seguente invece si parlava di un concerto di Caparezza al &#8216;Rivolta&#8217;. Sorrido per l&#8217;ironica sequenzialità, questi due posti non distano molto tra loro, ma mentre il secondo esiste, è un centro sociale lì da tanti anni nato spontaneo dalla gente per la gente, il primo è un bel sogno individualista da realizzarsi lanciando una monetona nel pozzo! Mi dico, c&#8217;è spazio per tutti, se solo ci fosse un po di più urbanità.</p>
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		<title>&#8230; a volte</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 13:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poche cose importano. A volte basta un cenno per poterle vedere. L&#8217;urbanistica dei sentimenti può ancora aiutarci, lasciando stare la sommatoria degli interventi edilizi che lasciano ognuno traccia di disomogeneità, strategica, linguistica. Se un edificio industriale storico urla, per la sua ingiusta morte, bisogna lasciarlo morire, trattarlo come rudere di un mondo che si, forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1835" title="perfos1" src="http://www.oplapiu.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/perfos1.jpg" alt="" width="950" height="634" /><br />
Poche cose importano. A volte basta un cenno per poterle vedere. L&#8217;urbanistica dei sentimenti può ancora aiutarci, lasciando stare la sommatoria degli interventi edilizi che lasciano ognuno traccia di disomogeneità, strategica, linguistica. Se un edificio industriale storico urla, per la sua ingiusta morte, bisogna lasciarlo morire, trattarlo come rudere di un mondo che si, forse questo, vale la pena raccontare. E poi come facciamo a creare una piazza se non conosciamo il senso dei luoghi, un luogo di sosta, qui? proprio dove la mobilità si fa insistente e si interseca in mille nodi funzionali, partire, arrivare, transitare, scambiare sono azioni dinamiche atte a coltivare percezioni fuggevoli, dove al più costruire immaginari o indirizzare verso altri luoghi di forte narrazione identitaria. Poche cose, se ne parla meglio davanti ad un aperitivo, magari con degli interlocutori pubblici amministratori, magari a raddoppiare le dosi, si, per rafforzare le &#8216;visioni&#8217; che a volte non si riescono a vedere, ma basta un cenno. <a title="perfosfati" href="http://www.google.it/search?tbm=isch&amp;hl=it&amp;source=hp&amp;biw=1266&amp;bih=726&amp;q=perfosfati+portogruaro&amp;gbv=2&amp;oq=perfosfati&amp;aq=1S&amp;aqi=g-S2&amp;aql=&amp;gs_sm=1&amp;gs_upl=6900l12007l0l14298l10l10l0l2l2l0l156l1026l0.8l8l0&amp;gs_l=img.1.1.0i24l2.6900l12007l0l14299l10l10l0l2l2l0l156l1026l0j8l8l0.frgbld">(Pensieri a seguito di un confronto attorno all&#8217;area della fabbrica &#8216;perfosfati&#8217; di Portogruaro)</a></p>
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		<title>Context-sensitivity</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 15:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[segnaletica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; infrastructures and contexts: re-defining roadsides as complex interfaces between evolving environments_ Margin: &#8216;manifold middle space, in ecological-environmental, political and social, but also in functional and perceptual terms ’. A space which, by its nature, involves a proper dynamic quality of the landscape more in general, and as such recalls concepts such as: encroachment and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1824" title="bSE" src="http://www.oplapiu.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/bSE.jpg" alt="" width="950" height="550" /></p>
<p><strong>infrastructures and contexts: re-defining roadsides as complex</strong><br />
<strong>interfaces between evolving environments_</strong></p>
<p><strong>Margin:</strong> &#8216;manifold middle space, in ecological-environmental, political and social, but also in<br />
functional and perceptual terms ’.<br />
A space which, by its nature, involves a proper dynamic quality of the landscape more in general, and as such recalls concepts such as: encroachment and overcoming the limit.<br />
<strong>Designing the Margin</strong> therefore means understanding the rules that led to the creation of the environments involved (infrastructure and landscape), trying to structure a common area that suffers their respective impacts while sharing new rules.<br />
The margin in this sense is not intended as a rigid boundary, an element of regimentation among sectors and constituents of the urban organism (city), but as a <strong>membrane</strong>, more or less thick and dense, which has the faculty to move and is extremely malleable.<br />
The margin thus becomes an instrument of interpretation and the design device of eighboring areas, where to trigger dynamics of functional and morpho-typological reciprocity.<br />
Studying the margin, intended as a physical place of exchange between two or more micro-areas belonging to the urban ecosystem, therefore orients the design of its landscapes of reference, becoming an instrument of <em><strong>connotation, regeneration</strong></em> and of <em><strong>structural and functional balance</strong></em>. This approach elects the &#8220;margin&#8221; to physical situ of the manifestation and interpretation of the morphological, geographical and connective potentialities of the areas involved in the infrastructure development processes, looking to it as the <em><strong>territory of intermediation and exchange between neighboring micro-spheres</strong></em> (&#8220;Infrastructure&#8221; and &#8220;Landscape &#8220;).</p>
<p><object id="calameo-viewer-000412464c96367108578-1328369933" width="950" height="500" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="src" value="http://v.calameo.com/2.3/cviewer.swf?bkcode=000412464c96367108578&amp;langid=it" /><embed id="calameo-viewer-000412464c96367108578-1328369933" width="950" height="500" type="application/x-shockwave-flash" src="http://v.calameo.com/2.3/cviewer.swf?bkcode=000412464c96367108578&amp;langid=it" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>L&#8217;intervento di Giorgio Opla+ al Transportation Research Board – 91st Annual Meeting January 22-26, 2012 &#8211; Washington, DC</p>
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		<title>mondoopla#00</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 23:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mondoopla raccoglie le immagini veicolate da OPLA+ durante il PKN (Pecha Kucha Night) di Venezia nel luglio 2007. In tale occasione OPLA+ ha scelto di esibire il proprio operato artistico attraverso una performance fatta da un slideshow che raccontasse per dettagli e parole chiave le installazioni realizzate nel paesaggio e le tematiche ricorrenti, e da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="946" height="425" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F10814264%40N05%2Fsets%2F72157628815131233%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F10814264%40N05%2Fsets%2F72157628815131233%2F&amp;set_id=72157628815131233&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="946" height="425" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F10814264%40N05%2Fsets%2F72157628815131233%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F10814264%40N05%2Fsets%2F72157628815131233%2F&amp;set_id=72157628815131233&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Mondoopla raccoglie le immagini veicolate da OPLA+ durante il PKN (Pecha Kucha Night) di Venezia nel luglio 2007. In tale occasione OPLA+ ha scelto di esibire il proprio operato artistico attraverso una performance fatta da un slideshow che raccontasse per dettagli e parole chiave le installazioni realizzate nel paesaggio e le tematiche ricorrenti, e da un corrispettivo contributo didascalico di sintesi poetica, declamato in diretta dai poeti amici Piero Simon Ostan e Roberto Ferrari su base musicale improvvisata da Marco Pasian.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1.R&gt; + trasparenze</strong><br />
La zanzariera incorporata dentro la retina è il tuo respiro nelle nebbie molli del tramonto.<br />
<strong>2.P&gt; + geometrie</strong><br />
C’è un colore rotondo dentro il mio cuore quando succhio la linfa dal seno della terra.<br />
<strong>3.R&gt; + punti di vista</strong><br />
Versa tutto l’ammorbidente nel batuffolo di neve e ricorderò l’odore di mamma.<br />
<strong>4.P&gt; + percezioni</strong><br />
Sono nato nelle ombre tenere della carta e ho scribacchiato a caratteri cubitali il mio nome sulla terra fatta inchiostro.<br />
<strong>5.R&gt; + deviazioni</strong><br />
Segui il labirinto senza uscita e scampo e si ti ritrovi ancora tra il mare e la foresta, canta inni di madreperla e fogli fossili.<br />
<strong>6.P&gt; + naturale</strong><br />
È solo un segnale, un lampo, è solo stelo inerme, banderuola al vento, non mi ci posso aggrappare.<br />
<strong>7.R&gt; + artificiale</strong><br />
Dietro le sbarre del mondo respiro la vita a fette, distanti dal cielo un giro di vite.<br />
<strong>8.P&gt; + riflessi</strong><br />
Salire lo scivolo dal fondo fino alla cima della montagna, incastrata oltre il riconoscibile.<br />
<strong>9.P&gt; + territori</strong><br />
Cercami accucciato nella cassetta della posta del bosco, troverai tutte le lettere che ancora non ti ho scritto.<br />
<strong>10.R&gt; + scoperta</strong><br />
La luce scivola dentro le fogli, imbratta i muri e sguscia nei tuoi occhi neri notte.<br />
<strong>11.R&gt; + tessiture</strong><br />
È una vita che smusso gli spigoli a vivo incuneati nelle tempie, e mi confondo con lo zenith della fina.<br />
<strong>12.P&gt; + design</strong><br />
Offrimi un tappeto verde dove correre e alberi in amianto a cui affidare i miei bisogni.<br />
<strong>13.R&gt; + interazioni</strong><br />
Entrami ed escimi dal di dentro o dal di fuori non importa nulla di chi siamo, ma di chi saremo.<br />
<strong>14.P&gt; + segni</strong><br />
Deponi le armi della parola sulla mia pelle, arrenditi al mio color pace almeno fino a domani.<br />
<strong>15.R&gt; + macchina</strong><br />
Una tortora annegata in volo canta a squarciagola una nota per ogni goccia del nubifragio.<br />
<strong>16.P&gt; + aperture</strong><br />
Attraverso lo scrigno d’ossidiana osservo il tuo colore, ti vedo con l’oro in bocca del mattino.<br />
<strong>17.R&gt; + paesaggi</strong><br />
Da quanto tempo non vedo i miei piedi camminare traballando in bilico tra il baratro e il volo.<br />
<strong>18.P&gt; + identità</strong><br />
Ritagliami un posto nel tuo corpo appeso con lo spago e saremo scopritori di lingue sconosciute.</p>
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		<title>mondoopla#18</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 15:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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<p><strong>identità </strong> Ritagliami un posto nel tuo corpo appeso con lo spago e saremo scopritori di lingue sconosciute.</p>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 22:35:46 +0000</pubDate>
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<p><strong>paesaggi </strong> Da quanto tempo non vedo i miei piedi camminare traballando in bilico tra il baratro e il volo.</p>
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		<title>mondoopla#16</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 22:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopla</dc:creator>
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<p><strong>aperture </strong> Attraverso lo scrigno d’ossidiana osservo il tuo colore, ti vedo con l’oro in bocca del mattino.</p>
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